"Se vivesse oggi, Mark Twain probabilmente
avrebbe una decina di blog", dichiara con enfasi Luciano
Giustini nell'introduzione alla sua 'miniguida a come aprire un
weblog', all'interno del network beta.it.
Nonostante siano passati più di tre anni, da quando Derek Powazek (l'autore di Design for Community. The Art of Connecting Real People in Virtual Places) si chiedeva "cosa diavolo fossero" i weblog, sembra che tale fenomeno non sia ancora molto chiaro ai più. Il termine è un neologismo della Rete, contrazione dell'inglese weblog: web è naturalmente Internet, mentre log significa "giornale di bordo" o "diario", sistematicamente aggiornato. Più propriamente il blog è un sito personale dove l'autore, che è anche editore, pubblica del materiale in Rete in ordine cronologico ed evita l'uso dell'html (il linguaggio codice con cui normalmente si compilano le pagine su Internet) impiegando maschere a struttura standard dove inserire testi e immagini. Le comunità dei logger, grazie alle nuove forme di gestione sistemica che governano le connessioni, non restano più isolate, ma sono zone vive, interrelate e visitatissime. Iniziato nel '99, il nuovo e anarchico fenomeno è tale che, negli ultimi due anni, è stato assurto allo stato di "real thing", secondo l'autorevole definizione del Wall Street Journal. Diverse sono le testate giornalistiche internazionali e nazionali che includono oggi sezioni blog nei propri siti, affidandole alle loro prime firme, come il Sunday Times, il cui redattore Andrew Sullivan è anche autore dell'andrewsullivan.com, blog internazionale di successo che sintetizza l'irruenza del fenomeno con un esplicito: "the revolution will be blogged'.
Nati al momento come spazi per pubblicare rapidamente note e appunti
giornalieri, all'interno dei quali talvolta figurano interessanti
esperienze letterarie, i blog hanno cominciato anche a mostrare
siti dedicati esclusivamente alla comunicazione visuale, come
i photoblog, incentrati sulla fotografia (il sito www.photoblogs.org
ne elenca più di mille).
Gli artisti della net.art si servono di archivi, mediateche, laboratori e interrelazioni mediali, per orientarsi nel magma dell'elettronica. Nel corso del 2003 sono cominciate ad affiorare, tra i blogger, comunità di artisti con blog non solo critici o collaborativi, ma bensì progettuali.
Per l'americana Christina Ray, impegnata nella net.art anche a
livello teorico, il blog è uno strumento di lavoro. Nata a San
Diego nel 1969 e residente a New York, la Ray, dopo anni trascorsi
a studiare e lavorare in Giappone, ha lanciato, nell'agosto 2003,
il blog denominato Blog.Art, da cui amministra diversi altri siti
e progetti. Tra questi, sembra centrale Glowlab glowlab.blogs.com,
un laboratorio elettronico creato nel 2002 e specializzato nella
produzione, documentazione e presentazione di opere concepite
in relazione con la psicogeografia. Il Glowlab è suddiviso in
quattro sezioni principali: le Notizie, dove si elencano eventi
e mostre; il giornale Neuroscape, che raccoglie gli scritti personali
o le indagini; la sezione Dialogo, dove sono documentate le riunioni
mensili del Glowlounge; e i Progetti, dove si approfondisce ogni
nuovo lavoro. Nel corso del 2003 l'artista ha co-prodotto la prima
edizione di Psy-Geo-Conflux (www.psygeocon.org),
un festival internazionale di quattro giorni e una conferenza
dedicati agli studi sulla psicogeografia. Il sito della Blog.Art
utilizza dunque rigorosamente il blogging come mezzo per produrre
arte nel web o per pubblicare ricerche nell'ambito della net art,
incentrate sul blog. L'artista spiega con certezza che il suo:
'non è un blog sull'arte ma un blog concepito come arte', eleggendo
il weblog a fondamento concettuale del proprio lavoro. Allo stesso
tempo la Ray ammette di non conoscere ancora quale sia il concetto
o il ruolo della blog.art, anche se è certa che si tratti di 'un
uso del blog assolutamente diverso dai tipici impieghi che ne
fanno giornali, fotoblog ecc.'.
Realizzato col nuovo software TypePad e rivolto agli interessati
col fine di ospitare contributi che possano trasformare lo spazio
in una nuova piattaforma di diffusione artistica, il blog di Christina
Ray ha rapidamente incontrato i consensi di diversi altri artisti.
Tra i diversi progetti e interventi della Ray, s'incontrano anche
West of House e The Zero, realizzati in due diverse edizioni di
FreeManifesta a Francoforte (http://www.freemanifesta.org).
Mentre Hybrids è un'operazione multimediale che raggruppa le foto
scattate dall'artista a strade e percorsi urbani: ridotte in frammenti,
le immagini sono poi assemblate e realmente installate.
Tra le opere confluite nella rete di Blog.Art, Rethingking Wargames
è un progetto interattivo dell'artista inglese Ruth Catlow, fondatrice
e direttrice insieme a Marc Garrett, del sito d'arte elettronica
www.furtherfield.org
che raccoglie le proposte di altri artisti ' tra cui Lee Adams,
Katherine Daly, Claudio Parentela, ma anche Katie Bush, Kate Armstrong,
i cui lavori sono rintracciabili nella biennale web di Istanbul
2003 (www.istanbulmuseum.org
/webbiennial.html).
In Rethingking Wargames (http://glowlab.blogs.com/blogart),
la Catlow utilizza con particolare arguzia le regole degli scacchi
online per sfidare le stesse strutture di potere, invertendone
a piacimento i ruoli. L'artista lavora col digitale per le community
della rete, ma altrove si avvale di media espressivi diversi quali
la scrittura, il segno, le installazioni in spazi pubblici ecc.
Al sito 'The Center of Attention', a capo di un'insolita galleria
londinese, collaborano critici da tutto il mondo; per l'Italia,
Chiara Somajni, redattrice de Il Sole 24 Ore, è presente con appunti
di viaggio, notizie su mostre, spazi e gallerie d'arte, dall'Italia
e dall'estero. Dal 13 settembre al 13 ottobre, il sito ha proposto
'International Art Blog', un progetto che ha raccolto opere, idee
e pensieri di artisti, col criterio tipico delle pubblicazioni
in blog.
A produrre un giornale, o blog d'arte, è il sito Drawingblog concepito a Milano dall'artista Helga Franza, dove si possono pubblicare in forma semplice e veloce disegni, elaborazioni grafiche e altro, grazie a un'interfaccia corredata di matite, pennelli e colori virtuali. Nel Drawingblog la comunicazione è incentrata sul segno: 'le uniche parole sono quelle autoctone della rete', afferma l'autrice, che firma i post utilizzando, pseudonimo, Helghi.
Anche la Biennale di Venezia ha varato di recente un proprio sito blog, ideato e curato da Lorenzo Miglioli e Andrea Toniolo.
Ma, in conclusione, il modo più semplice per capire cos'è un blog è quello di attivarlo, praticarlo, viverlo.
Adriana Martino è critica d'arte. Vive e lavora a Ortona (CH)
SITI:
BLOG.ART:
http://www.blogart.org
Glowlab Projects: http://glowlab.blogs.com/projects/
DRAWINGBLOG:
http://www.drawingblog.net/
THE CENTER OF ATTENTION: http://www.thecentreofattention.org/blog.html
Irretimente:
http://irretimente.splinder.it/
Blogwork La Biennale di Venezia: http://blogwork.gluebalize.com